Il tarlo del volo

Ho il tarlo del volo. L’ho sempre avuto e non so perché. Ho da sempre un sogno ricorrente: bambino, corro giù per una collina, allargo le braccia e mi sollevo in volo radente con l’erba alta che mi sfiora, poi muovo le mani e comincio a salire e volteggiando nel cielo. Da piccolo correvo fuori di casa ogni volta che sentivo il “tuono” degli F-104 che dalla base aerea di Rimini-Miramare risalivano la vallata a bassa quota. Chissà perché.

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Piccoli voli rubati alla sera

Venerdì pomeriggio, ore 15.00, garbino leggero leggero. Nella mia zona con il garbino si vola male, è sempre turbolento scendendo dagli Appennini, ma oggi è poco poco… Due ore di luce, dal lavoro ho mezz’ora per arrivare al campo, almeno quindici minuti per aprire l’hangar, fare miscela, tirare fuori tutto e agganciare l’ala. Sono risicato forte. E c’è il garbino. Vado.

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Di monti e di valli fra Marche e Romagna

In questo periodo c’è un momento speciale. Capitano spesso uno o due giorni di pausa assoluta fra le circolazioni legate all’anticiclone delle Azzorre e quello Sahariano. Era ieri (e anche oggi), ed è il momento migliore per atterrare sui prati sommitali dei monti circostanti solitamente battute dai rotori dei venti generati dalle loro pareti. Sto parlando dell’Appennino centrale, quello che si sviluppa fra il Casentino a Nord e i Sibillini a Sud. A un’ora di volo abbiamo quattro cime bellissime dalle quali lo sguardo può vagare a 360°, dal Conero fino al Cimone, con l’Adriatico che sembra il giardino di casa. Dunque cosa aspetto? Si vola!

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Soul flights

E’ qualcosa che capita la sera o la mattina presto quando decolli senza una meta precisa, solo per vedere cosa succede intorno a te. Ed è la parte più bella del volo minimale, perché l’anima ha bisogno di voli placidi, sentire la brezza in faccia, avere tempo per osservare. E spegnere ogni tanto.Senza una meta, ogni luogo diventa una meta, come la quattrocentesca torre di avvistamento del Duca Federico da Montefeltro che, posta com’è sulla collina spoglia, invita a una pausa per guardarsi intorno e osservare le due valli che divide.

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Occhi aperti!

Quando sono diretto verso un campo con elevato traffico o partecipo ai raduni, utilizzo la radio in modo da identificare in anticipo i traffici e mi invento qualche piccolo stratagemma utile a evitarli. Nonostante tutto ciò, negli ultimi due anni ho avuto tre spiacevoli inconvenienti che ritengo utile raccontare perché potrebbero capitare a tutti quelli che volano lenti.

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