Piccoli voli rubati alla sera
Venerdì pomeriggio, ore 15.00, garbino leggero leggero. Nella mia zona con il garbino si vola male, è sempre turbolento scendendo dagli Appennini, ma oggi è poco poco… Due ore di luce, dal lavoro ho una mezz’oretta per arrivare al campo, almeno quindici minuti per aprire l’hangar, fare miscela, tirare fuori tutto e agganciare l’ala. Sono risicato forte. E c’è il garbino. Vado? Non vado?
Vado.

Arrivo al campo, però con me arrivano anche le nuvole nere. Uff, non è giornata oggi, ma ormai sono qui, dai che una mezz’oretta la rimedio. Decollo, dai per esserci il garbino non è male, si balla poco poco. Lascio il centro della valle e mi dirigo sulle creste, salgo per scollinare e… non l’avessi mai fatto. Sui 200 metri la grande mano mi prende a schiaffoni di qua e di là. Come non detto, si ritorna al centro e via andare. A questo punto la pensata: vado al mare, verso la pianura di solito il garbino si calma. Adesso sono in centro valle e procedo direzione Pesaro abbastanza liscio, butto l’occhio sull’altivario, sto filando a 95 km/h! Oh caspita, la mia crociera si aggira sui 55/60, ho almeno 30 km di garbino nel culo! Sarà dura tornare al campo, il sole intanto si nasconde dietro al nuvolone. Ok niente mare, viratona e si torna indietro. L’altivario segna 30 km/h e sotto di me il paesaggio cambia moooolto lentamente. Che faccio? Ideona, sfrutto la situa, come dice mia figlia. Salgo a quota di sicurezza e a 5000 giri punto la rotatoria della statale lì davanti a me e comincio a spingere delicatamente la barra, rallento, rallento, arrivo sulla rotatoria e lì sopra… mi fermo completamente sulla verticale. Sono immobile, in questo momento i circa 40 km/h della mia velocità di stallo sono sostenuti quasi completamente dal garbino. Una coppia che sta passeggiando nella ciclabile lì sotto si ferma e mi osserva perplessa, chissà cosa sta pensando!

Ok, il giochino l’ho fatto perfettamente, mi sono divertito, ma il problema adesso è che comunque avanzo a 30 all’ora fra si e no, ho ancora qualche chilometro per tornare al campo, il sole è sparito e il garbino malefico no. Tra poco non vedo più niente, barra alla pancia piede sul gas e finalmente vedo il 4 sull’altivario. Porca vacca come tira. A mali estremi estremi rimedi, mi butto giù sperando che il garbino non abbia rinforzato anche sotto i 100 metri. Finalmente accelero e vedo il campo, supero gli alberi alti della testata 24, un paio di esse decise e sono giù, parcheggio. Non ci crederete, non c’è un filo di vento, manica piombata!
Solo 25 minuti di volo alla fine, ma ne è valsa la pena. Rimango seduto e allacciato nella penombra, guardo la pista, gli hangar, respiro piano, non c’è nessuno. Devo sganciare l’ala. Nell’hangar il carrello e l’ala sono due cose, quando sono insieme siamo una cosa sola.
Gioia.

PS: foto di repertorio, non era il caso di mollare la barra…
