Fantastico Volo di fine Estate 2020

(di Francesco Vulcano)

Pur sforzandomi, non sarei mai riuscito ad immaginare di correre lungo il rettilineo di una pista di Kart e decollare col mio Strike. Invece è proprio quello che lo Stormo Buonappetito ha fatto con i nostri super trespoli domenica scorsa durante l’Anguilla tour. Ma facciamo un passo indietro.

A fine settembre i piloti di Alisoccorso e Piloti di Classe (Villafranca di Forlì), da buoni romagnoli doc, spalancano le porte degli hangar a tutti gli amici del volo offrendo sorrisi e ospitalità. Tra questi potevano mancare i piloti del volo minimale? Certo che no. E così qualche settimana fa sono cominciati i segnali di fumo su whatsapp per tastare il polso dello Stormo circa le adesioni. E’ proprio fra un trillo e un altro della chat che noto alcune strane foto scaricate da Google Earth pubblicate da Stefano.

Gli amici più datati di Stefano lo chiamano prof a ragione direi: lo è nella vita professionale, ma anche perché è il pensatore del gruppo, il creativo, l’animatore. Incuriosito, non mi rimane che approfondire quanto pubblicato.

Beh, non aveva studiato tutto il sistema idrico regionale? In effetti seguendo un canale che si interseca con una ferrovia, che poi passa sotto l’autostrada che interseca ancora una volta un canale e così via, si può arrivare dal punto A al punto B senza l’ausilio dell’onnipresente quanto antiromantico e ingombrante GPS. (n.b. Vedere, dopo aver spolverato per bene il libri di teoria del volo, la voce “navigazione osservata”).

L’idea era quella di decollare da Villafranca (FC01) e saltellando tra un canale , una ferrovia, una zona industriale a forma di vertebra di moffetta, circumnavigare le Valli di Comacchio, per poi rientrare facendosi guidare da fiume Lamone che fila dritto (si fa per dire) fino a pochi chilometri a Nord del campo. Ma ecco in arrivo una bella ciliegina rossa da mettere sulla torta.

Come facciamo a far benzina? Il giro ci impegnerà per circa due ore e mezza, siamo a limite del nostro serbatoio da 15 litri. E se ci fosse troppo vento contrario? Questi pensieri devono essere passati nella testa del prof, fin quando ha ricevuto la telefonata di Roberto, o almeno è così che ho immaginato la scena.

Per descrivere Roberto ci vorrebbe uno scrittore, ed è chiaro che quello non sono io, ma posso dire che la fantasia non gli manca: che cosa c’è a metà strada che possa assomigliare a una pista di volo per atterrare in sicurezza? Ma il kartrodomo di Pomposa!!

Detto fatto. Una telefonatina alla carinissima signora che gestisce l’impianto e la magia è compiuta. Chissà cos’hanno pensato tutti quei piloti che scaldavano i motori nel paddock vedendosi piombare addosso lo Stormo Buonappetito! E dopo il rifornimento? Ovviamente abbiamo fatto anche tutto il giro pista salendo con le ruote sui cordoli per ripresentarci nella dirittura di arrivo e decollare…

 

 

 

Manca un ultimo personaggio da ringraziare insieme a tutti quelli già citati: il Dott. Meteo che ci ha regalato due ore straordinarie.

Se vi state ancora chiedendo che cos’è il volo minimale, la risposta è: “Puro piacere di volare”.

Buoni voli a tutti.

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