Domande & risposte

In questa sezione, usando lo spazio dei commenti, possono essere inoltrate domande, dubbi, richieste di chiarimenti sul volo minimale, la tecnica, i velivoli e quant’altro riguardi il nostro passatempo preferito. Rispondono piloti esperti, autocostruttori, aziende del settore, istruttori di volo, tutta gente appassionata e competente.

Avanti dunque, niente esitazioni!

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56 pensieri riguardo “Domande & risposte

  • febbraio 25, 2018 in 1:27 pm
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    Grazie per risposta. Sei un bel peso anche tu😂. 11000€son tanti ….gli elettrici sono futuristici…e costano un botto.ero tentato perché il motore non potrà mai avere problemi. …spegnimento. …accensione sono uno scherzo. Sono elettrici!!! Ma la durata è poca. Sono sicuro che con gli anni costeranno sempre meno….e quelli motorizzati cc diventeranno obsoleti e quasi te li regalano 😂. Ho 40anni .ho ancora un po di tempo per scegliere. …ma il tempo passa. Sull’usato più o meno sai dove devo cercare? ?cosa mi consigli??? Grazie.

    Risposta
  • febbraio 23, 2018 in 8:13 pm
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    Salve sono nuovo e ignorante nel mestiere. Volo con parapendio; paramotore a pagamento. Mi piacerebbe avere anch io un modello tutto mio. Ma ci capisco poco. Ho visto deltaplani a motore elettrici e sicuri;chiamati mini trike. Con elica pieghevole se non gira,penso per il volo in termica.sarei interessato ….sapete dirmi che modelli sono ;quanto costano e che pesano porto.io peso 120. Sono alto e robusto. Esistono modelli per me???grazie

    Risposta
      • febbraio 24, 2018 in 5:38 pm
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        Per pagamento intendo volo con istruttore che pago . Quindi esistono modelli per mia corporatura? ??o il gioco non vale la candela.
        ..e devo desistere ???intendo la spesa è eccessiva per la mia stazza. …ed è meglio che mi accontenti di voli con istruttore quando ho voglia?grazie per la risposta! !

        Risposta
        • febbraio 25, 2018 in 7:48 am
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          Purtroppo io non ho esperienza di minitrike elettrici. Parlando di quelli con motore 2T invece, direi che non ci sono problemi. Ti faccio il mio esempio: sono 95 chili, uso uno Strike (quello che si vede nella testata con ala bianca e nera) con ala da 14 mq, motorizzato 235 cc. Quando ci sono le condizioni, o quando arrivo sul cielo campo, spengo, veleggio, riaccendo e faccio quota, spengo e veleggio e così via.
          Tengo tutto in garage (non pago hangar), ci vogliono 20 minuti per allestire il tutto e altrettanti per smontare al termine del volo. Consumo 4 litri/ora.
          Costi: se prendi tutto nuovo, circa 11.000 euro. Per ali (buone) e motori, comincia ad esistere un buon mercato dell’usato.

          Risposta
  • luglio 1, 2015 in 11:19 pm
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    ciao a tutti sono Alessandro e volo con un deltamotore skin di propieta’ del club in cui ho conseguito l attestato, purtroppo non ho molte ore di volo alle spalle e da poco mi sono interessato al volo minimale ma non sono ancora molto informato a riguardo
    secondo il vostro parere il passaggio da uno skin ad un minitrike è notevole ?
    sarei casomai interessato a comprare il PIUMA o STRIKE che ne pensate ?
    qual è la differenza di prezzo della configurazione base ?
    grazie in anticipo a chiunque voglia darmi informazioni

    Risposta
    • luglio 2, 2015 in 12:09 pm
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      Ciao Alessandro,
      per il passaggio nessun problema. Io ho fatto il tuo stesso iter: scuola sullo Skin/Tail 13 e subito dopo l’attestato sono passato al minimale (nel mio caso uno Strike). Per “notevole” cosa intendi? Io ho trovato molto più semplice il minimale.

      Per la scelta è una questione di pelle: l’unica è vederli da vicino in tutte le operazioni e, possibilmente, provarli entrambi prima di decidere. I prezzi li trovi nell’apposita sezione (forse quelli del Piuma sono in aggiornamento…). Quello che so è che entrambi volano benissimo!

      Stefano

      Risposta
      • luglio 2, 2015 in 12:54 pm
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        ciao stefano grazie dell info
        credevo che il minimale fosse molto piu impegnativo
        sicuramente piu sensibile !!!
        quanto costa ora lo srike completo ??
        ci sono altre ditte valide a prezzi competitivi ?

        Risposta
        • luglio 6, 2015 in 12:14 pm
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          I movimenti da effettuare sulla barra sono più dolci (poi dipende anche da quale ala monti), ma le velocità più basse, ci si abitua in un baleno. Decolli e atterraggi sono formalità.
          L’importante, almeno all’inizio, è volare nelle giuste condizioni: se cerchi qui sotto, vi è descritto bene come usare il minimale per divertirsi in sicurezza.

          I prezzi delle tre aziende che producono o commercializzano minitrike in Italia li trovi nella sezione LISTINI MINIMALI, sono del 2014 ma sostanzialmente rimangono invariati. Poi ti conviene telefonare direttamente a chi di tuo interesse per avere notizie esatte al singolo euro.
          Di dove sei? Magari riusciamo a vederci in qualche campo

          Risposta
          • luglio 7, 2015 in 12:35 pm
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            ciao stefano ora provo a contattare direttamente i produttori
            in effetti immaginavo un controllo del mezzo un po più delicato è più soggetto a turbolenza ma questo credo sia il prezzo da pagare per la sua comodità
            io sono di Terni volo all aero club Terni
            tu di dove sei ?

          • luglio 7, 2015 in 1:48 pm
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            certo che gli porto il saluto e lui il mio istruttore
            veramente un bel posto il vostro campo complimenti !!!!
            chissà magari se concludo presto vi vengo a trovare

  • settembre 13, 2014 in 6:01 pm
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    Ciao a tutti, anch’io come altri ho scoperto da poco il volo minimale e mi incuriosisce molto il minitrike (tipo il trike piuma). Solo che vengo da dal volo libero di Laveno (delta) e dal mondo ULM tre assi (asso 5), quindi ho l’attestato per il volo da diporto o sportivo e il brevetto di ultraleggero a motore (tre assi), per poter pilotare un minitrike devo conseguire un’altra abilitazione? E a parer vostro il passaggio a questo tipo di volo potrebbe essere difficoltoso? In delta me la cavavo bene e col tre assi idem, anche se non sono certo un pilotone!
    Grazie per il vostro aiuto e beati voi che volate tanto e spendete poco!!!

    Risposta
    • settembre 15, 2014 in 7:01 am
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      Ciao Ivan,
      devi fare solo l’abilitazione al deltamotore, per te che vieni dal delta volo libero sarà uno scherzo, qualche volo con l’istruttore e via.
      E poi….decollo, salita, spegni, termica, sali, scendi, accendi motore, termica, spegni….

      Buon divertimento!

      Risposta
      • settembre 15, 2014 in 9:15 am
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        Ciao, grazie per la risposta!
        Temevo che ci volesse l’abilitazione apposta, ma è sufficiente qualche ora con l’istruttore o è poi necessario un esame pratico con l’esaminatore? Oltretutto sarà poi necessaria l’immatricolazione presso l’AeCI con relativi costi ecc… dico bene?

        Risposta
        • settembre 15, 2014 in 11:43 am
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          Dici bene, affermativo su tutti i fronti. L’immatricolazione costa 207 euro (pendolari). Di buono c’è che l’assicurazione parte da 37 euro/anno e il consumo carburante da 3.5 litri/ora. L’hangar costa zero!

          Risposta
          • settembre 16, 2014 in 7:55 am
            Permalink

            C’è solo l’investimento iniziale che non è molto contenuto, purtroppo!

  • luglio 7, 2014 in 6:10 pm
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    Salve a tutti, vorrei portarmi il paramotore in ferie in Ungheria , qualcuno conosce le regole in vigore in quel paese ?
    Grazie
    Matteo

    Risposta
  • giugno 9, 2014 in 5:20 pm
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    domanda tecnica forse idiota, con un minitrike, se la giornata ha una meteo buona, è possibile volare in tutte le ore del giorno (magari ballando un po’) oppure è opportuno andare in volo solo all’alba o al tramonto?

    Risposta
    • giugno 10, 2014 in 9:21 am
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      Ciao Matteo,
      I minimali hanno limiti operativi dovuti al basso carico alare ed alle basse velocità di volo. Ma sono quegli stessi elementi che ci permettono di decollare in pochi metri, di galleggiare tranquillamente nell’aria, e di posarci dovunque in sicurezza.
      Mentre l’intensità del vento è un limite oggettivo, indipendente dalla bravura del pilota, la turbolenza (meglio dire l’attività termica) per alcuni può essere un incubo, per altri la possibilità di veleggiare per ore a motore spento.
      L’attività termica è abbastanza prevedibile sia come intensità, che come orario e localizzazione sul territorio (a patto di avere studiato bene la meteorologia).
      Ecco quindi che si potrà programmare il volo secondo le proprie esigenze, tranquillo e rilassante, oppure sportivo con possibilità di sfruttare le ascendenze.
      Il pendolare minimale non è altro che una motorizzazione ausiliaria per ali da volo libero, che sono nate per sfruttare le ascendenze termiche e dinamiche.
      Il limite d’uso non viene perciò dal mezzo, ma dal pilota, dalle sue capacità, esperienza e intenzioni.
      La cosa importante è riconoscere le condizioni meteo PRIMA, e non DURANTE il volo, e poter valutare se è il caso di volare oppure no.

      Risposta
      • giugno 10, 2014 in 11:53 am
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        Grazie mille sei stato chiarissimo

        Risposta
  • aprile 21, 2014 in 10:31 am
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    Buon giorno a tutti
    un aiuto gentilmente…:
    il Quicksilver mx con Rotax 377 burocraticamente come va inteso? come lo Zigolo?

    Risposta
    • aprile 21, 2014 in 1:22 pm
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      Esattamente. Allo stato attuale è un ULM monoposto.

      Per cuiriosità, sai quanto pesa?

      Risposta
      • aprile 22, 2014 in 8:06 pm
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        Purtroppo no , mi spiace
        neanche chi l’ha posseduto mi ha saputo dire quanto pesa….

        Risposta
  • marzo 26, 2014 in 11:33 am
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    ciao, nella pagina dei listini c’è la foto di quello che sembra un tre assi, di che velivolo si tratta?
    grazie
    ciao

    Risposta
  • marzo 20, 2014 in 1:49 pm
    Permalink

    Ho scoperto solo oggi questo sito e, lo confesso, anche il volo minimale. Volevo se possibile farvi una domanda: io ho il brevetto di volo a vela da una decina d’anni, con circa 80 ore di volo, ma per varie ragioni (tra cui i costi e la difficoltà di avere a disposizione i mezzi del club durante le giornate migliori) sono un paio d’anni che non volo. Mi piacerebbe avvicinarmi a questo mondo, puntando un minimale a tre assi. Secondo voi esperti del settore, avrei difficoltà a fare il passaggio (non dal punto di vista burocratico, che mi pare richieda solo che faccia prima l’abilitazione al decollo autonomo su aliante e poi la “conversione”, ma da quella del pilotaggio)? Non sono mai stato amante dei voli di distanza, mi piace fare giretti anche lunghi ma a breve raggio, e mi pare che questa sia la soluzione più adatta, per me… E mi piace tantissimo lo Zigolo! 😉 Esistono anche modelli minimali a tre assi biposto?

    Grazie e scusa per l'”intromissione”…

    Risposta
    • marzo 20, 2014 in 8:13 pm
      Permalink

      Ciao Fabio, nessuna intrusione, anzi…
      Mentre aspettiamo consigli di qualcuno più addentro ai tre assi, ti dico la mia.
      Secondo me, una volta passato al motoaliante per poter chiedere d’ufficio l’attestato VDS non avrai alcun problema a parte quello di divertirti!
      Niente minimali biposto.
      Vediamo cosa dicono i treassisti “seri”.

      Risposta
    • marzo 21, 2014 in 7:08 am
      Permalink

      Salve Fabio!
      Non sono esperto in materia (non è esattamente il mio campo), ma conosco lo Zigolo, chi lo ha creato, ed ho parlato con chi ci ha volato.
      Per chi ha già la mano al 3 assi non sarà difficile il passaggio macchina sullo Zigolo : la massa e le velocità ridotte non sono cose che mettono in difficoltà nessun pilota (neanche se un pò arrugginito…).
      Per un approccio senza sorprese consiglierei una pista in erba ben livellata di almeno 700 m., condizioni meteo ideali (la sera), con vento debole in asse pista o assente, un istruttore che conosca bene il mezzo, collegamento radio istruttore-allievo.
      L’istruttore esegue un paio di circuiti illustrando via radio le varie fasi del volo ed i parametri (giri motore, velocità )in diretta all’allievo.
      Poi l’allievo sale a bordo e percorre rullando la pista alla velocità minima che consenta di sollevare la coda (lo Zigolo è un biciclo!), prendendo confidenza con le risposte di comando gas e pedaliera per riuscire a seguire la traiettoria voluta.
      Tutto ciò sino a che la confidenza col mezzo è buona, a giudizio unanime di istruttore ed allievo.
      A questo punto il decollo ed il volo sono una formalità, e l’istruttore, solo se necessario, correggerà eventuali diffetti via radio.
      Ho detto banalità ? Probabile.
      E’ quello che farei io (che certamente farò!) in analoga situazione.
      Ma Francesco saprà dare indicazioni estremamente più precise.

      Risposta
      • marzo 21, 2014 in 2:54 pm
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        Grazie a tutti. Intanto vedo di fare l’abilitazione al motoaliante e la parte burocratica per l’attestato. Poi vedrò di trovare un istruttore che conosca lo Zigolo, che mi pare essere la parte più complicata…
        Alternative allo Zigolo, sempre tre assi? Eventualmente c’è un mercato dell’usato? La costruzione da kit è alla portata di uno che sa giusto tenere in mano una chiave inglese?
        E’ pensabile portarsi dopo ogni volo a casa un minimale come lo Zigolo, evitando l’hangaraggio?

        E scusate anche se vi tempesto di domande… 😉

        Risposta
        • marzo 21, 2014 in 8:22 pm
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          Alternative recenti allo Zigolo attualmente non ne vedo, nè sul nuovo nè sull’usato. Per la costruzione da kit è difficile esprimere un parere. Se sei proprio digiuno di costruzioni, una possibilità è quella di farsi seguire da EBA che è l’azienda che attualmente lo produce e commercializza. Loro ti danno la possibilità di costruirtelo fornendo assistenza presso le loro strutture.
          Se decidi di non hangararlo, mi sa che dopo un po’ che voli ti stanchi, non è così rapido da smontare e montare come un minitrike che richiede 20 minuti secchi.
          Fai una cosa, contatta Paolo Dapporto (dappopao(chiocciola)tin.it
          che ne vola uno a Ozzano e fai un salto per sincerarti sul sistema di montaggio e smontaggio, così ti fai un’idea e magari trovi altre info importanti.

          Per le prime esperienze dopo il motoaliante, direi che potresti contattare un istruttore che usi un Firefox o un Groppino. Oppure, meglio ancora, sentire se Francesco Di Martino sia disponibile a farti un passaggio macchina direttamente sullo Zigolo con le modalità che ti ha spiegato Tino sopra.

          Sbrigati che organizziamo un raid minimale!
          (PS: di dove sei?)

          Risposta
          • marzo 26, 2014 in 2:57 pm
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            Eh, prima di “sbrigarmi” devo fare un sacco di cose, diciamo che non è un progetto a breve termine…
            Cmq lo Zigolo mi affascina molto, ma anche altri tubi e tela come il groppino o il tucano. Io sono in zona a Varese, cmq…

          • aprile 1, 2014 in 8:25 pm
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            Se vuoi un tre assi biposto che vola benissimo prenditi un firefox con il 503 rotax, che puoi trovare usato da 8-10 mila €.
            E’ un’ottima macchina basica ma dotato di trim e flap , che non lo fanno “basicissimo. ( se qualche anno fa lo avessi preso anzichè puntare a velivoli super….)
            Ovvio ti serve il passaggio macchina e un posto dove hangararlo (non si smonta)

  • gennaio 8, 2014 in 5:57 pm
    Permalink

    Un delta da volo libero è sottoposto a test di stabilità e resistenza strutturale per ottenere la certificazione.
    Il test strutturale consiste nel portare il delta (fissato sopra uno speciale veicolo)
    ad una data velocità e con certe incidenze (positive e negative).
    Un sistema elettronico misura la forza portanza-deportanza sviluppata.
    Per passare il test il delta deve resistere senza deformazioni o rotture ad un carico 6 volte il peso massimo applicabile dichiarato dal produttore in positivo, a 3 volte in negativo.
    Esempio: la ditta XXX dichiara che il delta YY può portare un pilota (peso totale con imbragatura ecc…) pesante da 75 a 100 kg.
    Il delta viene sottoposto ad un carico positivo di 600 kg e ad uno negativo di 300kg.
    Se il delta regge ha passato il test, se si rompe no.
    Per raggiungere questi valori i delta sono portati ad un alto angolo di incidenza ed a velocità attorno ai 90 -100 km/h.
    Se si vede come diventa un delta portato a 6 g , si capisce che molto,molto difficilmente potrà raggiungere un tale carico in condizioni di volo…
    Mi piacerebbe rifare il test con lo stesso delta dopo 10 o 15 anni di uso, con la vela cotta dal sole, i tubi ossidati, i cavetti spiegazzati, insomma, nelle condizioni in cui qualcuno di noi ci vorrebbe volarci… col minitrike.
    In Aviazione non esiste elasticità: ogni cosa deve essere certificata, mantenuta ed usata nei limiti operativi previsti. Punto e basta.
    Nell’ ULM abbiamo maggiore libertà , sta a noi non abusarne usando il buon senso.
    Nota: così si svolgeva la certificazione in Germania 20 anni fa, non credo che oggi sia diverso, ma tanto posso riportare e tanto riporto.

    Risposta
    • luglio 17, 2014 in 6:26 pm
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      Un minitrike oltralpe he classificato ulm sotto classe deltamotore 170kg, per il brevetto si deve passare deltamotore tandem con listruttore,io ho passato solo la pratica che ho il brevetto di paramotore,oltralpe si passa il teorico allaeroporto e il pratico te lo da il tuo istruttore che come conoscendoti sa quello che sai fare.he un forfait di 400 a 1000euro si dipende dalla squola e per i giovani-di 25 anni ce un bonus che da la federazione per il brevetto a meta prezzo

      Risposta
  • gennaio 6, 2014 in 2:55 pm
    Permalink

    Salve, in merito al giudizio e consiglio di Tino Venturi riguardante i pesi supplementari supportati dai delta di volo libero, condivido e apprezzo di rimanere all’interno o poco superiori a quanto previsto dalla casa. Mi piacerebbe però sapere con dati tecnici, dagli omologatori stessi se possibile, cosa succede al delta, nella struttura e nel volo con vari pesi superiori, alle varie velocità e quale limite per la sicurezza è accettabile il peso superiore.Vi ringrazio molto per il Vs consiglio e interesse. Ciao a tutti, Paolo

    Risposta
  • dicembre 18, 2013 in 10:48 am
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    Libero con motore o ULM?
    Mi chiedevo se dal punto di vista dell’assicuraziome e della registrazione AeCI i mezzi minimali debbano essere trattai come ULM a tutti gli effetti. Matricole, foto, piastra da apporre ecc…

    Quali sono le prassi a riguardo?

    Risposta
      • dicembre 18, 2013 in 5:01 pm
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        oltralpe fà figura del paramotore,max30kw(40cv)
        monoposto,170KG,carico alare 30kg m2

        Risposta
        • dicembre 18, 2013 in 8:11 pm
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          Ehhh, lo so lo so…è ciò che puntiamo anche qui da noi, ma non sarà cosa facile…

          Risposta
          • dicembre 18, 2013 in 8:42 pm
            Permalink

            purtroppo ,io appena avrò il brevetto e licenza verro a volare in italia,e sarò in regola dopo aver messo limmatricolazione sotto la vela,e assicurato,lo stesso prezzo del paramotore,e con il trike potro fare le 2 discipline paramotore e pullma,con un stesso motore e carello solo mettere le protezioni per il parapendio quando volo in paramotore con gli amici.e se non siete in regola venite a cambiare il brevetto oltralpe è gratis.ogni 2 anni il rinnovo dellimatricolazione (sempre la stessa)gratis solo il francobollo di spedizione il ritorno è gratis,volevo dire il brevetto è valido dapertutto perchè certificato dallo stato

    • dicembre 1, 2013 in 7:54 pm
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      buonasera.da quando ò rotto il calcagno volo in paracarello,ò fatto 2 h 2 voli la settimana scorsa con quel pendolare e uno in ottobre con mi pare paolo tagliavini,in francia ci sono4 pulma quasi nuovi con motore blakdevill e uno hirck e vele fuji16(si puo fare per me il quintal?)a me andrebbe bene il trike senza motore che con 2 paramotori potrei tirare giù uno per metterlo sul pulma,vi ringrazio del vostro contributo,urgente che mercoledì do la risposta allistruttore per continuare a volare con il pendolare aspettando il puma,qui volo in un aerodromo ,così prima della lezione volo in carello in un angolo delaerodromo apposta per i paramotoristi.ringrazio
      dany

      Risposta
      • dicembre 6, 2013 in 3:30 pm
        Permalink

        buonasera.già 3 voli domani e domenica pure,ho preso in commanda il tecma nimbus max mono superficie 16m2 speciale trike e libero ,carello elipse con motore moster quello del mio paramotore,il tutto per lanno nuovo,intanto ancora qualche ora con listruttore,poi solista

        Risposta
  • novembre 29, 2013 in 7:33 pm
    Permalink

    ieri 2 voli di unora ciascuno,decollo veloce ateraggio pure,ho fatto 80/100tutto solo,mi sembra facile,vedremo mercoledì .chi sei stefano,bolognini?,sto incominciando vediamo il terzo volo se mi inscrivo per iniziare il brevetto,poi ritorno nelle mie montagne con il pulma e nimbus max.
    perché non ò ricevuto una risposta del tuo mesaggio?.
    saluti dany

    Risposta
    • dicembre 1, 2013 in 6:10 pm
      Permalink

      Ciao,
      non sono Bolognini. Secondo me dovresti usare un altro delta per la scuola se l’obiettivo tuo è quello del minitrike.
      Ma hai giù un Pulma con nimbus prima di cominciare il corso? Voli in libero?

      Per avere avviso mail delle risposte devi settare le opzioni del blog dalla tua postazione

      Risposta
  • novembre 26, 2013 in 12:48 pm
    Permalink

    presto potrò domandare consigli anche io,domani primo volo dinizio al nord di parigi,voglio il minimale che vola a bassa velocità posa come con il paracarello,che il pendolare velocità minima troppo alta

    Risposta
    • novembre 28, 2013 in 8:25 am
      Permalink

      Ciao Danilo,
      che ci fai lassù?
      Inizi il corso o inizi a volare col minimale?
      Tienici informati

      Stefano

      Risposta
  • novembre 26, 2013 in 10:03 am
    Permalink

    Ciao Daniele,
    il beneficio principale dei vortex generators è quello di permettere ad un’ala (anche pendolare) di sviluppare portanza ad un angolo di incidenza superiore alla norma.
    Esempio: hai un’ala che a 43 km/h indicati, con la barra a 5 cm. dall’antistallo, inizia ad andare a destra e sinistra, poi non ce la fa più , abbassa il muso e riprende a volare.
    Monti i VGs, vai in volo e riesci a tenere la barra a contatto dell’antistallo (maggiore incidenza) a 36 km/h. L’ala va diritta e fa il suo dovere (sviluppa portanza).
    Tutto questo senza alcuna variazione nelle medie-alte velocità.
    A cosa serve ciò? Potrai dire che comunque 43 km/h sono una velocità bassissima, non serve abbassarla.
    Vero solo in parte.
    Intanto 6/7 km/h in meno di minima si traducono in decolli più corti ed avvicinamenti più tranquilli.
    Poi c’ è la qualità della velocità minima possibile: ala stabile e stallo non raggiungibile involontariamente.
    I VGs applicati ad un’ala piccola ma robusta come l’HS 14 ne fanno un mezzo interessante : decolli corti (come una 16 corrispondente), ma tutti i vantaggi di un’ala a superficie ridotta (pilotaggio, trasporto,controllo a terra con vento).
    Occorre un pò di attenzione durante il ripiegamento ed il trasporto, ma ho trovato un metodo che risolve il problema.
    Un pò di dati rilevati con Strike T (C-Max 175)con paracadute,10 litri di carb.,
    90 kg. pilota e delta Grif HS 14 vortex :
    Spazio di decollo 30-40 mt. assolutamente uguale a quello di ali da 16-17 mq, salita a 3 m/sec, IAS di trim 50 km/h, minima 36 (barra spinta a forza contro l’antistallo), max 70(faticosissimo tenere la barra contro la pancia!).
    In pratica si può andare a spasso tra i 45 ed i 60 km/h senza fatica, con un pilotaggio leggero e possibilità di atterrare ovunque senza problemi.
    Consumo attorno ai 4-4,5 liti/ora.
    Sarebbe interessante avere i dati dei vari “minimalisti”, con mezzi differenti.
    Un salutone a tutti.

    Risposta
  • novembre 25, 2013 in 8:28 pm
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    Colgo l’occasione per rivolgere una domanda a Tino Venturi riguardante i vortex generators. Il mensile Volare (credo di settembre) riportava una impressione e/o prova in volo di uno Strike T completo di ala Grif con aggiunta di vortex generators applicati alla stessa. Premetto che seguo queste prove già da molto tempo e vedo gli indubbi vantaggi riscontrati quando queste “piccole alette” vengono installate su tre assi, sarei curioso di capire, indipendentemente dalla marca dell’ala, se applicando i VG su una 14, 16 o 17 metri, che tipo di benefici si possono avere in un mini trike. Un grazie mille anticipato per la risposta e cordiali saluti.

    Risposta
  • novembre 22, 2013 in 8:04 am
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    Salve Bruno,
    a questa domanda vi è una risposta rigorosa ed una di buon senso.
    La rigorosa è : si deve restare entro il carico massimo indicato dal produttore dell’ala.
    Quella “sensata” è : se sfori il carico massimo del 5% l’ala regge lo stesso, ma di sicuro non volerà benissimo.
    15 kg. in piu credo siano troppi , e non solo per problemi strutturali.
    Il delta ha come caratteristica uno svergolamento alare negativo, che gli dà stabilità sull’asse di beccheggio.
    Questo svergolamento deriva dalla deformazione dei bordi d’attacco quando l’ala viene caricata.
    Più peso = più deformazione =più svergolamento.
    Un’ala ecessivamente svergolata sarà certamente molto stabile, ma le prestazioni purtroppo saranno molto degradate.
    Ed inoltre il centro di pressione avanza coll’aumentare del carico, perciò si avrà una variazione del centraggio da considerare.
    Per quanto riguarda l’aspetto strutturale, il classico rinforzo in chiglia (che per molti risolve ogni problema) è poco più di nulla.
    Su un delta ben progettato ogni elemento della struttura è dimensionato per un dato carico massimo, ne più ne meno.
    Tutti gli elementi sono come una catena formata da anelli uguali tra loro.
    Rinforzare un solo anello non rende più robusta la catena.
    Per irrobustire seriamente un delta si dovrebbe sostituire chiglia, trapezio,cavi laterali, cross-bar e bordi d’attacco, praticamente tutto…
    Se poi si considera un delta con 10-15 anni sulle spalle, con vela degradata dal sole, nicopress dei cavi ossidati, montanti del trapezio radrizzati e chissà cos’altro, e pensare di volarci con 40 kg. di trike in più, non mi pare proprio un’idea geniale.
    Riassumendo : OK delta da volo libero su minitrike, ma SOLO se in buone condizioni e restando entro (ragionevolmente vicino) al carico massimo previsto.
    I delta da volo libero, nella taglia superiore di ogni modello, hanno portate massime tra i 120 ed i 130 kg.
    Pesatevi, pesate il vostro trike (col pieno) e fate due conti.
    Buon divertimento!

    Risposta
  • novembre 21, 2013 in 9:26 am
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    di quanti kg si può superare il peso massimo dell’ala, nel mio caso sono fuori di 15

    Risposta
  • luglio 16, 2013 in 11:41 am
    Permalink

    E’ possibili avere un elenco dei velivoli minimali con caratteristiche e costi?
    Grazie

    Risposta
    • luglio 18, 2013 in 1:25 pm
      Permalink

      Ciao Filippo,
      sto aspettando i listini dei prodotti italiani per pubblicarli. Ti interessano i trike o i tre assi? Voli già?

      Risposta

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